Ravioli e tortelli: qual è la differenza?

Risposta breve: ravioli e tortelli sono la stessa idea con due nomi. Entrambi sono pasta fresca riempita di qualcosa e sigillata tra due sfoglie. Ravioli è la parola generale, nazionale. Tortelli è come li chiamiamo in Toscana e in Emilia, e i nostri di solito sono più grandi.
La risposta lunga è più interessante, perché il nome ti dice dove ti trovi.
L’unica regola che regge davvero
I nomi della pasta ripiena in Italia sono prima regionali e poi descrittivi. Non esiste un ente nazionale di normazione per questa faccenda, e qualsiasi italiano che ti dica che la definizione della sua regione è quella giusta lo fa per affetto, non per esattezza.
Detto ciò, ecco la mappa operativa:
| Nome | Forma | Taglia | Origine | Di solito servito |
|---|---|---|---|---|
| Ravioli | Quadrato o tondo piatto, due sfoglie sigillate | Piccolo | Termine italiano generale | Con il sugo |
| Tortelli | Quadrato o mezzaluna | Più grande | Toscana, Emilia | Con il sugo |
| Tortellini | Anello, piegato sul dito | Piccolissimo | Bologna | In brodo |
| Agnolotti | Tasca rettangolare pizzicata, spesso una sfoglia piegata | Piccolo | Piemonte | Con il fondo di arrosto o burro |
| Cappelletti | ”Cappellini”, un anello con la punta | Piccolo | Romagna, Marche | In brodo |
Se ricordi una cosa sola: i tortellini vanno in brodo e sono minuscoli; tutto il resto è più grande e vuole il sugo.
Ravioli o tortellini: la differenza in una riga
È la domanda che arriva più spesso, e quella a cui si risponde peggio, perché tortelli e tortellini si assomigliano nel nome e sono due cose diverse.
I tortellini sono anelli. Un quadratino ripieno si piega attorno al polpastrello e si uniscono le due punte, così si chiude ad anello. Sono minuscoli, grandi come un’unghia, vengono da Bologna e vanno in brodo. Ripieno di carne: lombo di maiale, mortadella, prosciutto.
I ravioli sono piatti. Una nocciola di ripieno tra due sfoglie, sigillata tutt’intorno, tagliata quadrata o tonda. Molto più grandi di un tortellino, si servono col sugo, e il ripieno cambia da regione a regione.
La differenza quindi non è il ripieno e non è l’impasto, ma la piega e quello che succede dopo: anello in brodo contro fagottino piatto col sugo.
E i tortelli, che sono poi il motivo di questo articolo, nonostante il nome non sono tortellini grandi. Sono fagottini piatti come i ravioli, solo più grandi e toscani. Il suffisso -ini in italiano è un diminutivo, e qui per una volta inganna: i tortellini non sono piccoli tortelli, sono una forma a sé, di un’altra città.
Cosa rende diversi i tortelli toscani
Ecco la parte che i visitatori non si aspettano. Chiedi i tortelli nel Mugello, la zona collinare a nord di Firenze, e quello che arriva è ripieno di patate, schiacciate con aglio, prezzemolo, un po’ di pomodoro, parmigiano e a volte noce moscata. Non ricotta. Non spinaci.
Il motivo è lo stesso che sta dietro a quasi tutta la cucina regionale italiana: lassù le patate crescevano bene e la carne non bastava. È uno dei piatti davvero grandi della Toscana e sorprende quasi chiunque lo ordini aspettandosi la versione ricotta e spinaci che conosce da casa.
L’altra versione toscana, i tortelli maremmani, usa invece ricotta e spinaci e viene dalla Maremma, sulla costa. Sono corrette entrambe. Vengono semplicemente da valli diverse, e quelli di ciascuna ti diranno che l’altra è un po’ strana.
Ne abbiamo scritto di più nella pagina dei tortelli della nostra libreria dei formati, pieghe comprese, e la versione più piatta e piccola ha la sua pagina sotto ravioli.
La tecnica è identica, comunque tu li chiami
Che tu stia facendo ravioli a Roma o tortelli nel Mugello, il metodo è lo stesso, e lo sono anche i modi in cui va storto.
Tira la sfoglia un filo più spessa di quanto faresti per i nastri. Un formato ripieno deve sopravvivere al riempimento, alla sigillatura e alla bollitura. Una sfoglia sottile da tagliatelle si strappa sulla giuntura.
Disponi il ripieno in fila con spazi veri. Ammassare i mucchietti è ciò che rende impossibile sigillare dopo. Un cucchiaino ciascuno, ben distanziati.
Caccia fuori l’aria prima di sigillare. È tutto qui. Appoggia la seconda sfoglia e premi attorno a ogni mucchietto con i polpastrelli, lavorando verso l’esterno in modo che l’aria esca invece di restare intrappolata sopra il ripieno. L’aria intrappolata si dilata nell’acqua bollente, ed è quella che fa scoppiare un raviolo, non l’acqua, non la pentola, non la sfortuna.
Sigilla con decisione, poi controlla ogni bordo. Taglia con la rotella, poi passa un dito attorno a ognuno. Una giuntura debole svuota tutto il fagottino nella pentola.
Non annegarli nel sugo. Hai appena passato un’ora a mettere il sapore all’interno. Burro e salvia (schiumato finché non profuma di nocciola, con qualche foglia croccante) è il classico per un motivo. Un ragù misurato è la versione della domenica. Qualsiasi cosa più rumorosa fa concorrenza al tuo stesso ripieno.
Quindi come si dice?
In Toscana di’ tortelli e sembrerà che tu abbia fatto attenzione. Altrove ravioli si capisce ovunque e nessuno ti correggerà.
E se vuoi farli con le mani invece che leggerne, la pasta ripiena è uno dei quattro formati del nostro corso di tre ore in Oltrarno, insieme a pici, tagliatelle e pappardelle. È immancabilmente il formato di cui la gente va più fiera alla fine, soprattutto perché è quello che richiede pazienza. Porta i bambini, se li hai: il corso per famiglie parte dai sei anni, e piegare fagottini si rivela esattamente il tipo di lavoro in cui un bambino di sette anni è bravo.
Domande frequenti
Qual è la differenza tra ravioli e tortelli?
Soprattutto taglia e regione, più che tecnica. Ravioli è il termine generale, nazionale, per la pasta ripiena: di solito un quadrato più piccolo sigillato tra due sfoglie. Tortelli è come si chiama la stessa idea in Toscana e in Emilia, e in genere sono più grandi: un quadrato o una mezzaluna. In Toscana il ripieno classico è di patate, non di ricotta.
Ravioli e tortellini sono la stessa cosa?
No. I tortellini sono piccoli anelli (un quadrato ripieno piegato attorno alla punta di un dito e unito alle estremità), e vengono da Bologna, tradizionalmente serviti in brodo. I ravioli sono fagottini piatti sigillati tra due sfoglie e serviti con il sugo.
Qual è la differenza tra tortellini e ravioli?
La piega e il piatto. I tortellini sono anelli minuscoli: un quadratino ripieno piegato attorno al polpastrello e chiuso alle estremità, di Bologna, da servire in brodo. I ravioli sono fagottini piatti sigillati tra due sfoglie, molto più grandi, da servire con il sugo.
I tortellini sono tortelli piccoli?
No, anche se il suffisso -ini lo farebbe pensare. I tortelli sono fagottini piatti e ripieni di Toscana ed Emilia, più grandi dei ravioli. I tortellini sono anelli piegati di Bologna. Nome simile, forma diversa, città diversa.
Con cosa si riempiono tradizionalmente i ravioli?
Il ripieno più comune è ricotta e spinaci, condito con noce moscata e parmigiano. Carne, zucca, funghi e, in Toscana, patate sono tutti tradizionali a seconda della regione e della stagione.
Perché i miei ravioli si aprono in cottura?
Quasi sempre per l'aria rimasta dentro. Premi la sfoglia superiore attorno a ogni mucchietto di ripieno con le dita, spingendo l'aria verso l'esterno prima di sigillare il bordo. Bordi sigillati male, ripieno eccessivo e sfoglia troppo sottile sono le altre tre cause.
Si può imparare a fare i ravioli a Firenze?
Sì: la pasta ripiena è uno dei quattro formati che insegniamo nel nostro corso di tre ore in Oltrarno. Insegniamo la versione toscana, il tortello, che è la stessa tecnica con un altro nome, ed è il formato di cui gli ospiti vanno più fieri alla fine.
Preferisci impararlo con le tue mani?
Stendi, piega e mangia tu stesso: nella nostra cucina a Firenze o in diretta online.